Eolie news special report
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Le notizie pubblicate: Archivio news


Lipari

Il Giornale di Lipari è online

di eoliereporter

Lipari News, il Giornale di Lipari

Il Giornale di Lipari è online. Lipari ha un Giornale Quotidiano sul web che racconta ogni giorno gli avvenimenti dell'isola, delle isole Eolie ed anche tutto ciò che di rilevante per l'isola avviene in Sicilia, in Italia e nel Mondo.
Editore, direttore responsabile, redattore, cronista ed "anima" del giornale è Peppe Paino, da anni protagonista dell'informazione eoliana, corrispondente della Gazzetta del Sud, capo redattore di Teleisole, già autore e redattore del notiziario Lipari.biz.....ed altro ancora.
Conoscendo la grinta e la professionalità di Peppe, sicuramente questa nuova impresa avrà un grande successo.
Auguri Peppe

Da Eoliereporter




15 giugno 2013 - Firma anche tu per "Stop Vivisection"

Una firma anche a Lipari per "Stop Vivisection"

a cura di Peppe Paino

La dott.ssa Laura Gulotta ci segnala il seguente appuntamento: Sabato 15 giugno 2013 si terrà in tutti i 27 paesi dell’Unione Europea lo STOP VIVISECTION European Day. Durante questa giornata ogni attivista/gruppo/associazione/movimento potrà organizzare la raccolta firme in piazza per l’iniziativa popolare europea STOP VIVISECTION e ogni banchetto/evento segnalato verrà promosso sul sito www.stopvivisection.eu.
Lo scopo della giornata è quello di raccogliere in tutta Europa il maggior numero di sottoscrizioni utili a raggiungere l’obiettivo finale del milione di firme, grazie alle quali l’iniziativa popolare europea STOP VIVISECTION verrà approvata. Ricordiamo che l’iniziativa popolare europea non è una petizione, ma uno strumento di partecipazione diretta dei cittadini giuridicamente vincolante per la Commissione Europea. Per qualsiasi informazione è possibile contattare l’indirizzo e-mail contact@stopvivisection.eu.
A Lipari sarà possibile firmare sul Corso Vittorio Emanuele, di fronte alla sala delle lettere, dalle ore 11.00 alle 13:00 e dalle ore 18:00 alle 20:00, dove le associazioni Eolo a 4 zampe ed ENPA organizzeranno un banchetto apposito.

Ricordiamo inoltre che è comunque possibile firmare on-line visitando il sito: www.stopvivisection.eu.

Da Lipari.biz


mercoledì, 05 giugno 2013

Lipari, il manager bergamasco Massimo Lentsch realizza la piu' grande cantina vinicola. Mercoledi' 19 giugno l'inaugurazione della "Tenuta di Castellaro"

dal Notiziario delle Eolie

Lipari - In quattro anni ha realizzato la piu' grande cantina vinicola delle Eolie. Un imprenditore di Bergamo alla scoperta degli antichi vitigni eoliani.
E dopo Salina, "l'isola dei vini e della malvasia", anche Lipari è sulla scia. Per alcuni produttori di Salina che si sono uniti agli appassionati isolani. Ma il salto di qualità è stato fatto con Massimo Lentsch che, arrivato nell'arcipelago in vacanza con la famiglia, ha deciso di investire sulle isole e recuperare le antiche tradizioni vinicole. E così quest'anno dopo un lustro di intensa attività sarà in grado di tornare a vinificare sull'isola (negli anni precedenti lo faceva a Ragusa) e ad inaugurare la cantina nella Tenuta di Castellaro, a Quattropani, la borgata piu' alta dell'isola.
«È stata una scommessa - racconta Lentsch - ma da quest'anno iniziamo la produzione sull'isola grazie anche al contributo di un famoso enologo al quale ci siamo affidati specializzato su terreni vulcanici». Riavviare la produzione è stato un lavoro ciclopico: "gli impianti di Tenuta di Castellaro partono da un'accurata analisi microterritoriale, dal recupero di suoli abbandonati e da una selezione massale e clonale delle viti autoctone (in particolare la Malvasia delle Lipari e il Corinto) più sane e più antiche effettuata su tutte le sette Isole dell'Arcipelago.
Sulle piante contrassegnate a febbraio di ogni anno viene effettuata la potatura dei tralci che vengono inviati in Francia per la riproduzione di barbatelle messe poi a dimora. Il sistema di allevamento prescelto è quello antichissimo ad alberello con tutore di castagno naturale e il sistema di coltivazione in essere è a regime biologico. L'attuale estensione della proprietà è di 20 ettari dei quali 9 vitati e 11 da vitare nei prossimi 5/8 anni con l'obiettivo di arrivare a una produzione annua di 120.000 bottiglie.
Tutto il processo di vinificazione avviene per caduta senza l'ausilio di pompe nei diversi travasi ed è previsto il solo uso di lieviti indigeni. L'orientamento è la produzione di vini naturali di eccellenza valorizzando nei blend prodotti i vitigni autoctoni delle Isole Eolie (la Malvasia delle Lipari nel Bianco Pomice e il Corinto nel Nero Ossidiana). Oltre a questi due vini, a gennaio 2014 sarà presentata la Malvasia delle Lipari Doc.
Il tutto è 'eco-compatibilè: la cantina, che sarà inaugurata il prossimo 19 giugno, è interrata con l'obiettivo di arrivare a una struttura a impatto ambientale ed energetico zero, presenta una torre del vento orientata ai venti dominanti (Nord/Ovest) per raccogliere le brezze e convogliarle in un termolabirinto sotterraneo a contatto con la terra per rinfrescare in modo naturale barricaia e zona vinificazione (16/18 gradi costanti). Insomma una «sfida difficile - dice l'imprenditore - ma siamo certi che riusciremo ad andare avanti e ad ampliare la produzione, anche perchè il nostro vino si beve già a Londra, New York e Tokyo».
"Ma anche in Australia - aggiunge il ristoratore Giovanni Finocchiaro, nativo di Lipari che a Sydney lo fatto apprezzare ai suioi clineti e in particolare ai tanti eoliani che vivono in quella che è considerata l'ottava isola dell'Arcipelago. Ma il manager bergamasco, titolare della "Co.Mark spa" che offre servizi dedicati di consulenza in materia di marketing internazionale, non è l'unico lanciato nei mercati mondiali.

Da Il Notiziario delle Eolie


Lipari news, Vittorio De Seta, documenti di un'epoca

I documentari di Vittorio De Seta

di Eoliereporter

La recente scomparsa di Vittorio De Seta ci offre l'opportunità di ricordare l'importante attività di documentarista del regista palermitano.
I documentari realizzati negli anni '50, per lo più in Sicilia e Sardegna, offrono uno spaccato realistico e potentemente espressivo della vita del proletariato meridionale.
I pescatori siciliani, i minatori di zolfo di Caltanissetta, i pastori sardi della Barbagia, sono gli interpreti di autentici capolavori cinematografici realizzati in cortometraggio.
Tra questi il documentario "Isola di fuoco", girato a Stromboli, nelle Isole Eolie, ottiene il primo premio come miglior documentario al Festival di Cannes del 1955.
Vi proponiamo un documento eccezionale del 1954 sull'antica pratica della caccia al pescespada nello Stretto di Messina, caccia che ancor oggi viene esercitata dalle ormai poche famiglie di pescatori di Ganzirri ancora in attività, con imbarcazioni tradizionali ma attrezzate in modo più moderno.

IL VIDEO

Lu tempu di li piscispata

Da Lipari news


Lipari, "dunque perciò" in giro per l'isola

Abbandono e degrado del territorio

di Giansanto Lo Giusto

A "dunqueperciò" - la rubrica settimanale di Teleisole a cura di Giansanto Lo Giusto - questa settimana si parla di Abbandono e degrado del territorio. Istruttivo tour della troupe televisiva lungo le strade principali dell'isola per documentare lo stato di abbandono in cui versa il territorio. Discariche abusive a cielo aperto anche lungo i percorsi più frequentati dai turisti.
Il commento di Giansanto Lo Giusto: Tutto questo rafforza la mia convinzione che al primo posto, degli urgenti interventi da effettuare, ci deve essere IL RESTAURO DEL TERRITORIO. Prima sistemiamo casa nostra, poi tutto il resto....è inutile, anzi dannoso, far arrivare frotte incontrollate di visitatori che si infilano in ogni anfratto dell'isola per vedere, oltre le meraviglie della natura, le immonde schifezze gettate ovunque da vandali ignoranti che non hanno alcun rispetto per il proprio ambiente....bella figura ci facciamo...le famose isole Eolie, patrimonio dell'Umanità, meta di vip, di insigni studiosi, di turisti amanti della natura e dei vulcani....ed abbiamo anche la presunzione di far pagare il biglietto d'ingresso per la manutenzione ed i servizi del territorio?

Guarda il video

Da Teleisole.it



Lipari, l'arroganza non ha limiti

Se deve riaprire la discarica di Lami, che riapra per tutti

di Pietro Lo Cascio

Lami, verso la discarica

La recente notizia della riapertura della discarica di Lami a Lipari in funzione dello smaltimento del materiale scavato durante i lavori di realizzazione del nuovo depuratore non aggiunge molto a uno scenario già sconfortante, nel quale si inquadrano le scelte operate da chi ha gestito l’“emergenza idrica”, caratterizzato da un’arrogante indifferenza verso le indicazioni del PRG e i pronunciamenti del consiglio comunale, le proteste degli abitanti e il grave disagio sociale che tali scelte stanno determinando, accompagnato dal silenzio assordante dell’amministrazione comunale che – in alcune fasi – si è distinta solo per la sua complicità con quanto è accaduto finora.
Tuttavia, se oggi un commissario all’emergenza autorizza la riapertura di una discarica – non per una sua bonifica, si badi bene, ma per il suo “rimodellamento” – chiusa da anni perché non autorizzata e dunque illegale, e lo fa solo per diminuire i costi a carico della società che vorrebbe realizzare i lavori, allora ci troviamo al cospetto di un atto di prepotenza politica di fronte al quale non si può e non si deve rimanere in silenzio!
Se le tonnellate di sterro del depuratore devono servire a “rimodellare” la discarica di Lami, allora anche quelle delle decine di ditte eoliane che operano nel settore dell’edilizia – finora sottoposte all’obbligo di smaltire tale materiale nelle discariche autorizzate, che nelle nostre isole non esistono, e dunque costrette ad affrontare costi esorbitanti, con gravi ricadute su un settore in crisi – possono servire al medesimo scopo.
Se riapre la discarica, deve riaprire per tutti!
Ovviamente, considerando quale sarà l’impatto negativo sulla qualità della vita delle frazioni di Canneto e di Lami, che dovrebbero subire il transito di migliaia di camion, mi auguro che la decisione di riaprire la discarica venga immediatamente osteggiata dall’amministrazione comunale, che – con un ultimo scampolo di dignità – potrebbe riassumere il ruolo che gli compete di fronte ai cittadini e a tutela del territorio; se così non fosse, se la decisione di autorizzare una discarica illegale deve essere fatta esclusivamente a favore di una società ma ignorando le esigenze di tutti gli altri, allora chiederemo in consiglio comunale di riaprirla innanzitutto per gli eoliani, come misura a favore dell’occupazione nel settore edilizio.
Non è più il tempo dell’indifferenza di fronte a iniziative che vogliono favorire pochi privilegiati e rappresentano un insulto alla dignità di tutti gli altri.

Da Liparinews.it




Trasporti a Ginostra - Isola di Stromboli

Trasporti e raccolta rifiuti, Regina non basta più

Regina

Gazzetta del Sud

A Ginostra, il borgo di Stromboli che si raggiunge solo dal mare, ci sono due certezze: Iddu, che passa le giornate a brontolare e le notti a rischiarare sempre più di lapilli un mare altrimenti carico di solitudine e Regina.
Tocca a Regina ogni mattina – da quando nessuno suona più la campana della chiesetta semidiroccata – scandire lo scorrere lento di giornate profumate di salsedine.
Ed è lei che di prima mattina si presenta sulla porta dei pochi villeggianti. Conosce viottoli e trazzere, tanto che Patrik si limita ormai solo ad andarle dietro e raccogliere i sacchetti, metterli nei due canestroni che Regina porta orgogliosa ai fianchi e via, per la lunga scalinata verso l'approdo.
Tanti viaggi quanti ne occorrono per smaltire la spazzatura dei trenta abitanti di Ginostra e degli altrettanti forestieri. Ma non finisce qui. Perché da quando Urlik, il filosofo tedesco divenuto per sua scelta lo storico Caronte dell'isolotto, è andato in pensione con tutta la sua "squadra", Regina è rimasta a coprire anche le emergenze.
La gente si rivolge a Patrik, il quale chiama con un fischio Regina che, dopo aver squarciato il silenzio con la solita ritmata lagna, esegue puntuale; giusto come le ha insegnato Contessa che, ormai avanti negli anni, si è ritirata ad aspettare l'ultima "chiamata" nei prati fioriti di contrada Timpone.
Regina, la "lezione" l'ha capita appena sbarcata sull'isolotto, proveniente da Gualtieri Sicaminò dove gli anziani della sua specie fanno ben altra fine. La sopravvivenza sicura: ecco quello che Patrik poteva assicurarle a patto di condividere l'unico lavoro che veniva concesso all'immigrato: raccogliere la spazzatura e tirare su e giù dal monumento ai caduti al porto e viceversa qualche pacco in arrivo.
E così è stato. Patrik, il cingalese come lo chiamano qui, lavora nell'isola da 8 anni per conto di un'azienda che ha ottenuto l'appalto della raccolta rifiuti. Un lavoro che esegue con puntualità e che gli ha consentito di "richiamare" dallo Sri Lanka il più grande dei suoi tre figli, oggi trentenne, a sua volta sposato e con due bambini a carico.
Un'attività, quella di Patrik, molto apprezzata dai ginostresi, che semmai protestano per i ritardi con cui la barca della spazzatura viene a caricare i sacchi neri ammassati in un angolo del porto "tanto che d'inverno spesso finiscono a mare".
Quegli stressi ginostresi che oggi chiedono soprattutto di "aiutare" Regina. Una petizione come un messaggio in bottiglia, rivolto all'impresa delle pulizie, ma anche all'Ato, alle autorità comunali di Lipari (sindaco in testa) e della "terraferma" perché presto a Regina venga affiancata almeno un'asina, "meglio se un asino ben disposto alla fatica".
Fare la bestia da soma a Ginostra è duro. Ma, in compenso, sono garantiti alla nuova arrivata la benevolenza della gente, la libertà di movimento e di...canto, le cure straordinarie di Patrik e un pensionato senza scadenze, nella prateria del Timpone.
Altro che vita da comune animale di terraferma. (m.d.p.)

Da Lipari.biz - Peppe Paino




Concerti alle Eolie - Lipari Teatro all'Acropoli

I 50 anni di jazz di Monty

Monty Alexander

Comunicato:

- Il grande pianista jazz di origine giamaicana Monty Alexander festeggerà i suoi 50 anni di attività il 31 luglio a Lipari, dove sarà il protagonista della serata evento "Aeolia in Jazz", in programma nel teatro all'Acropoli, con inizio alle ore 21,30.
Si tratta dell'unica tappa italiana della prima delle due tournée che il mitico jazzista ha deciso di dedicare al suo anniversario artistico. Con lui a comporre il "Monty Alexander Trio" ci saranno altri due celebri artisti del jazz internazionale: l'americano Lorin Cohen al contrabbasso e l'olandese Frits Landesbergen alla batteria. Il concerto è organizzato dall'Ente Teatro di Messina con la collaborazione del Comune di Lipari, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa nel Teatro Vittorio Emanuele di Messina.
I 50 anni di carriera saranno celebrati nel pomeriggio di domenica, alle ore 17, quando il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, nella Sala Consiliare del Comune, consegnerà un riconoscimento-ricordo ad Alexander. In occasione di questa breve cerimonia l'artista incontrerà i giornalisti.
Monty Alexander, uno dei maggiori pianisti di tutta la storia del jazz, in una carriera che dura da cinque decenni, ha esplorato a fondo i mondi del jazz americano, della canzone popolare e della musica della nativa Giamaica, trovando in ognuno un sincero spirito di espressione artistica. Lungo questa strada artistica, ha suonato e inciso con artisti provenienti da ogni angolo possibile dell'universo musicale: Frank Sinatra, Tony Bennett, Ray Brown, Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Clark Terry, Quincy Jones, Ernest Ranglin, Barbara Hendricks, Bill Cosby, Bobby McFerrin, Sly Dunbar e Robbie Shakespeare, tra gli altri.
La sua caratteristica è quella di "gettare ponti" tra un genere e l'altro, ferma restando la centralità del jazz. Per questa ragione, fra i suoi oltre 70 album, si ricorda sempre "Concrete Jungle", raccolta di dodici composizioni del connazionale Bob Marley reinterpretate da Alexander con nuovi arrangiamenti basati sul pianoforte.
La sua ultima registrazione in formato trio, dal titolo "Uplift" (uscito a giugno 2011) rimane 3 settimane di seguito al numero uno degli ascolti alla radio Jazz americana e riceve riconoscimenti dalla critica USA e internazionale. Il suo ultimissimo disco di formazione ampliata con musicisti sia giamaicani che americani, "Harlem-Kingston Express" (Motema records), viene registrato Live al Jazz at Lincoln Center di New York e si presta ad essere anche questo un successo sia di critica che di pubblico.

LIPARI, TEATRO ALL'ACROPOLI Domenica 31 luglio 2011, ore 21,30 - Ingresso libero

Da Lipari.biz - Peppe Paino




Eolie News Referendum sul Nucleare

Le Centrali più inquinanti come anidride carbonica? ...Quelle Nucleari

di Antonio Rispoli

Una centrale nucleare

Un interessante articolo sul nucleare pubblicato online, lo riportiamo integralmente:

05/06/2011 - Questa sera ho visto (per la prima volta su Rai Uno e quasi alle 19, quindi un orario decente) lo spot autogestito relativo ai referendum sul nucleare. Chiaramente ognuno può pensarla come vuole, ed accettare di votare sì o no (chi non andrà a votare, moralmente parlando, non avrà alcun diritto di protestare, quando gli costruiranno una centrale nucleare davanti casa o quando gli uscirà melma puzzolente dal rubinetto).
Tuttavia una cosa mi ha colpito: chi afferma il sì al nucleare, dà due affermazioni che non solo sono fuorvianti, ma sono fatte in malafede.
La prima è che le centrali nucleari non producono emissioni di anidride carbonica; la seconda che “solo il 5% delle scorie prodotte sono ad alta pericolosità e saranno pericolose per secoli”.
Innanzitutto un dato: una centrale nucleare EPR, come quella che si vuole costruire in Italia, da 800 Mw, consuma ogni anno circa 30 tonnellate di uranio arricchito. Forse avrete sentito questo termine, ma spieghiamiolo un attimo. L’uranio in natura è un miscuglio di tre tipi diversi (si chiamano “isotopi”): si chiamano uranio 235, uranio 236 e uranio 238. I diversi numeri indicano la somma di protoni (92 in tutti e tre i casi) e dei neutroni, che possono essere 143, 144 o 146. Quest’ultimo tipo è presente solo in percentuali intorno al 2-3%, ma è quello più utile. Quindi l’uranio viene messo in centrifughe ad altissima velocità (come le lavatrici, ma molto più veloci) che a poco a poco, grazie ad un processo fisico, trasformano l’uranio presente in uranio 238. Quando la percentuale è salita al 20%, è utile per la centrale nucleare. Se si continua, si può utilizzare per costruire bombe atomiche.
Quello che rimane è chiamano “uranio impoverito” ed è tossico e cancerogeno; viene utilizzato per creare i proiettili anticarro sparati dai cannoni o dagli aerei ed elicotteri.
Per creare 30 tonnellate di uranio arricchito, buone per il funzionamento per un anno della centrale nucleare, servono circa 200 tonnellate di uranio.
E dove lo si trova l’uranio? Beh, è molto diffuso, si trova in diversi tipi di rocce, ma è sempre a bassa concentrazione. Ormai sono pochi i giacimenti dove l’uranio costituisce il 2% delle rocce; per lo più si sfruttano giacimenti che hanno il 5 per mille della sostanza richiesta o poco più. Quindi, per ottenere 200 tonnellate di uranio, bisogna scavare 40 mila tonnellate di roccia.
E questo avverrebbe senza emissioni di anidride carbonica?
I trituratori funzionerebbero senza emettere anidride carbonica? E i setacci? E i separatori? E’ tutto un complesso di strumenti che funzionano meccanicamente con motori a benzina. E l’inquinamento dell’atmosfera è enorme. Anche perchè io parlo di una sola centrale. Ma in programma ce ne sono quattro.
Chi propone il nucleare, è disposto a reggere l’inquinamento ambientale, paesaggistico e via elencando, provocato dallo scavare 160 mila tonnellate di roccia?
La seconda è sulle scorie. “Solo il 5% è altamente radioattiva”, dicono i sostenitori del nucleare. Ma il 5% di 30 tonnellate di uranio, vuol dire che ogni anno avremmo 1,5 tonnellate di scorie altamente radioattive per ciascuna delle centrali. E parliamo di sostanze che non possono essere conservate da nessuna parte. Al massimo le si può tenere sotto controllo per una ventina di anni, surgelando le scorie ed infilandole in bidoni di cemento, come si fa di solito.
Ma è solo una misura tampone
. Al mondo non c’è nessuna nazione che ha un deposito di scorie ad alta radioattività che possa essere definito sicuro.
Ma chi le spiega queste cose? Qui sta succedendo qualcosa di strano: non c’è mai nessuno che spieghi tecnicamente cosa succede col nucleare. In questa maniera vengono avallate tutte le scempiaggini che pseudo-scienziati, professori ed altri venduti vanno raccontando in TV

Da Eoliefreelancereport.wordpress.com




Stromboli, spiaggie off limits

Via le barche da Stromboli!

di Eoliereporter

Stromboli, si ala la barca sulla spiaggia

Situazione esplosiva sull'isola di Stromboli, l'intera popolazione in subbuglio, pescatori incatenati per protesta, a rischio le attività marinare dell'isola.

Il sequestro di boe e verricelli "abusivi" sulla costa a nord del molo di Scari, attuato dalla Guardia Costiera di Lipari, ha provocato un putiferio a Stromboli; sull'isola infatti non esiste un porto per l'ormeggio delle imbarcazioni da pesca e da diporto, le barche vengono "ancorate" a pochi metri dalla riva alle boe trattenute da "corpi morti" costituiti da blocchi di cemento appoggiati sul fondo, oppure alate sulla spiaggia con l'aiuto di verricelli o, per le barche più grandi, con le ruspe.

La particolare conformazione dei fondali di Stromboli, in ripida discesa già a pochi metri dalla riva e molto duri e compatti, non consentono infatti un ormeggio sicuro con le ancore, queste infatti non riescono a penetrare nel fondo e quindi con il solo peso proprio di pochi kg non "tengono" anche con mare calmo a causa delle forti correnti. Se il tempo è brutto poi non rimane altro che tirare in secca le barche sulla spiaggia.

Questa è la realtà di Stromboli dove il pericolo si vive a tutto campo sia a terra che a mare e certamente rende la vita dura; è forse il caso di renderla ancor più dura, arrivando quasi all'impossibile, con la burocrazia e la trascuratezza amministrativa?

Il provvedimento della Guardia Costiera, del tutto legittimo, comporta infatti in pratica l'impossibilità operativa per chi con le barche ed il mare trova sostentamento per sè e per la propria famiglia, in aggiunta la latitanza della Pubblica Amministrazione in materia di programmazione (Piano Spiagge ed altro) finisce con l'impedire il regolare esercizio delle attività. L'abusivismo alle Eolie è spesso, purtroppo, l'unica possibilità di agire in tempi e modi realistici, senza perdersi nei meandri della tortuosità burocratica e nell'inefficienza dei pubblici poteri.




Maltempo e Portualità a Lipari

Questo sarebbe il "Porto" di Lipari con lo scirocco

di Eoliereporter


Lipari Sottomonastero, il pontile degli aliscafi tra le onde   Lipari Sottomonastero, un aliscafo della Siremar tenta l'attracco   Lipari Sottomonastero, un aliscafo della Siremar in difficoltà per le onde

Queste belle foto scattate da Salvatore Calenda in questi ultimi giorni, documentano in modo eloquente la situazione nel "Porto" di Sottomonastero a Lipari durante una sciroccata di media intensità.

In questo caso la direzione del vento è da est-sud-est ovvero levante e scirocco, le onde non superano il metro di altezza, eppure il beccheggio dell'aliscafo durante il tentativo di attracco fa paura, certamente...perchè in un "vero" porto le onde sono al massimo di 30 cm. cioè ...non ci sono. Infatti Sottomonastero non è un porto è un molo di attracco non protetto dal mare ma solo da terra, è cioè praticabile in sicurezza solo quando il vento soffia da terra, da ovest; eppure ci si ostina a considerarlo un porto ed a spendere inutilmente denari per costruire nuove opere marittime non protette dal mare.

Wikipedia così definisce un porto commerciale "Un porto commerciale è di regola costituito da molte strutture:
• I moli esterni, in genere protetti da blocchi di cemento o da grandi pietre frangiflutti sul lato verso il mare, per proteggere l'interno dalle onde. La protezione può essere fornita in alternativa da una diga foranea.
• I moli interni e le banchine per attraccare le navi e consentire di salire e scendere o caricare e scaricare.
• I fari, uno .....


Noi quindi a Sottomonastero abbiamo un "mezzo" porto, ci sono solo i moli interni (quelli esistenti e quelli di progetto) e la banchina; per gli alti fondali mancano i moli esterni, quelli più importanti, che proteggono lo specchio acqueo interessato a tutte le operazioni tipiche del porto, è come avere una casa senza il tetto e continuiamo a discutere di... moli interni che devono anche essere barriere frangiflutto, megaporti, opere faraoniche sulle coste.....

Ma è un vizio tutto nostrano quello di "menare il can per l'aia" costringendo quello che comunemente viene chiamato "popolo che decide" ad essere un insieme di ignoranti in materia ai quali propinare, anche con paroloni tecnici astrusi, interessati discorsi, oscuri ed inconcludenti che offendono l'intelligenza e l'esperienza soprattutto dei tanti isolani che per mare lavorano e del mare vivono?

E' talmente evidente per chiunque, anche non esperto del settore, che se non viene costruita una barriera al mare al largo, qualsiasi opera a terra non è protetta ed è inservibile quando il maltempo viene da quella direzione; è altrettanto evidente che i progetti che si vogliono realizzare non risolvono assolutamente in questo senso il problema di Sottomonastero e dei trasporti marittimi pubblici, soprattutto quelli a mezzo navi traghetto, difatti i "muraglioni di cemento" previsti servono solo a proteggere limitate aree sottocosta per ospitare il naviglio da diporto.
Ed il Porto Commerciale? ... la nostra "Porta d'ingresso" per la gente, le merci e tutto ciò che ci è necessario per la nostra vita e le nostre attività?... Sempre in balia del tempo? ...Ed i turisti, i proprietari delle barche all'ormeggio nei "futuri marinas", arriverebbero sempre solo col bel tempo? ...Tutto questo cemento gettato sulla costa alla fine a che servirebbe?

La baia di Lipari è già per 2/3 un porto naturale, alla sua estremità nord il Monte Rosa fa da barriera al vento ed al mare da nord-nord-est, i bassi fondali di Pignataro e dell'adiacente zona di Bagnamare consentirebbero l'agevole costruzione di un lungo molo foraneo a protezione di una darsena sufficientemente capace per ospitare il naviglio da diporto, da pesca ed il Terminal degli aliscafi che lì sì potrebbero operare con qualunque tempo.
Per le navi traghetto la soluzione è più complessa per l'ampio spazio di manovra necessario, ma esistono anche i frangiflutti galleggianti, ancorabili a fondali anche di notevole altezza; per le modeste onde di scirocco e levante assolverebbero egregiamente la funzione protettiva ad un costo di poco superiore al cemento con ridottissimo impatto ambientale sia di superficie che subacqueo.

Non ci vorrebbe molto per avere finalmente il Porto che Lipari si merita per quello che Lipari e le Eolie "sono", gli studi sono già stati fatti da anni, i tempi sono maturi, basterebbe essere più realisti e determinati, che vuol soprattutto dire: apri gli occhi e guardati attorno!




Ma la "Dignità" esiste ancora in Italia?

Il "Re" sia trasparente

di Luca Chiofalo

Berlusconi

Sembra incredibile, ma c'è ancora qualcuno che nega l'evidenza... Migliaia di pagine di intercettazioni, dolorose ammissioni di congiunti, deposizioni e riscontri su abitudini a dir poco bizzarre ed in contrasto con i valori di cui si dichiara portatore non bastano: il RE non si tocca.
Sento persone comuni sostenere, come consumati avvocati, l'incompetenza delle procure a giudicarLo; che sarebbe perseguitato da giudici comunisti e che tutti i recenti e passati scandali che Lo hanno riguardato sono diaboliche macchinazioni dei Suoi nemici.... L'Italia intera discute dell'ammissibilità in giudizio delle cosiddette "prove", cioè discutere della "forma" piuttosto che della "sostanza"; e se questo è comprensibile da parte degli avvocati del Re e della sua corte che rischia di scomparire con Lui, non comprendo le motivazioni di tanta gente "perbene" che si lancia in una Sua difesa appassionata e allo stesso tempo ridicola.
Mi sforzo di capire: uno dei motivi potrebbe essere un malinteso sentimento di appartenenza politica, che costringe chi ne è affetto a difendere la propria parte anche se compie nefandezze, calpestando ogni criterio di buon senso e onestà intellettuale.
Ancora, esiste in molti una sorta di identificazione culturale, un desiderio di emulazione rispetto a certe, discusse e discutibili abitudini del Re; ma non vale per tutti i fans e, comunque, pretendere che diventino modello tacitamente accettato da tutti è troppo arduo ed elettoralmente svantaggioso.
Dunque, per semplicità ed efficacia, negare l'evidenza, come fossimo collettivamente "drogati" e farlo con argomenti tanto surreali da impedire un confronto razionale, alzando, per esempio, "polveroni" su vicende marginali di altri, che avvelenano ulteriolmente il clima politico al solo scopo di distrarre l'opinione pubblica.
Riflettiamo e cerchiamo di uscire dal ruolo di ultras non pensanti!
Io sostengo (follemente visti i tempi) che ad un cittadino libero e assennato non dovrebbe interessare il "colore" del soggetto sotto inchiesta, per difenderlo a prescindere se è dei "nostri" o attaccarlo a prescindere se appartiene al "nemico", ma, per giustizia e collettivo vantaggio, dovrebbe curarsi dell'accertamento della verità. Al cittadino suddetto, non dovrebbe interessare la "competenza" di una procura, ma la veridicità della "prova", ammissibile o no, che, in questo caso, sembra scoprire un mondo di bugie, degrado morale e ricatti.
Ecco il punto! Merita di rappresentare l'Italia chi forse mente al paese sapendo di mentire, nascondendo verità forse inconfessabili e rifugiandosi dietro ipotetici complotti e cavilli giuridici invece di chiarire nelle sedi opportune la propria posizione?
Può ricoprire cariche tanto importanti chi è disposto irresponsabilmente a distruggere le istituzioni e lacerare il paese per salvare se stesso?
Credo di no, e pur non essendo personalmente interessato alle faccende dei tribunali e alle relative, potenziali condanne, pretendo da chi guida il Mio paese specchiata onestà e trasparenza nei comportamenti.

Riportato da Peppe Paino su Lipari.biz


Nuovo contributo alla discussione sulla controversa futura portualità di Lipari

Megaporto: una proposta alternativa

di Marco Saltalamacchia

Ho seguito con grande interesse il dibattito che si è scatenato negli ultimi mesi sulla “grande opera” del cosiddetto “megaporto” di Lipari.
Come sempre, quando si tratta di grandi opere (si pensi al ponte sullo stretto) è sempre grande la tentazione di assumere posizioni “massimaliste” e talvolta anche partigiane. Per questo motivo ho molto esitato ad intervenire sull’argomento, perché avverto nella qualità della discussione qualche volta la perdita di “senso di realtà” e l’assunzione di posizioni dialettiche solo di parte (e poco importa quale).
Vorrei qui tentare un contributo di razionalità e forse un poco velleitariamente a ricondurre la discussione nell’ambito della concretezza. In fondo, qualcuno ha detto che la politica deve essere “l’arte del possibile”.
Partiamo da una prima domanda. Serve a Lipari un grande porto? La risposta è senza dubbio si. Un’isola, meglio, un sistema di isole la cui economia è oramai esclusivamente basata sul turismo deve dotarsi delle infrastrutture necessarie a garantirne lo sviluppo.
Quindi la buona notizia è che esiste un investitore (Condotte) che si dichiara disponibile ad effettuare l’investimento per la realizzazione dello stesso.
A questo punto la domanda successiva da porsi è come (ed anche dove) andrebbe realizzato questo grande porto?
Il progetto che è stato presentato al pubblico presenta diversi lati di dubbia efficacia che sono stati sottolineati da molti ed hanno trovato una qualche “sponda” anche nella Regione Siciliana.
Provo a sintetizzarli:

1. Sotto il profilo dell’impatto ambientale, la eccessiva cementificazione dello “skyline” di Lipari con la inevitabile deturpazione della rocca del Castello e di Marina Corta.

2. Sotto il profilo funzionale, lo sviluppo dell’area portuale di Marina Corta, in una zona che manca completamente delle infrastrutture viarie e degli spazi a terra per servizi dedicati finirebbe solamente per aumentare solo la congestione in un area che è già naturalmente “compressa”.

3. Sotto il profilo tecnico/economico: la situazione dei fondali di Marina Lunga si presenta parecchio complessa, con delle scarpate sottomarine che superato l’attuale braccio di Pignataro discendono per diverse centinaia di metri, il che imporrebbe l’adozione di costose banchine galleggianti (stile Montecarlo) ancorate attraverso delle catenarie al fondale.

4. Come dimostrato dall’esperienza dei vari porti turistici esistenti nel mondo, il ritorno sull’investimento non è, contrariamente a quanto potrebbe credersi, legato alla attività portuale “strictu sensu” ma ai servizi a terra (rimessaggi, carenaggi, tecnici, commerciali) ed alla possibilità di un moderato sviluppo immobiliare legato alla realizzazione delle marine. Si veda per esempio la recente realizzazione della Marina di Varazze da parte del gruppo Azimut-Benetti (http://www.marinadivarazze.it) o le altre recenti realizzazioni di altri porti (http://www.assonat.com/page/porti.php?pagina=porti ).
Anche l’area di Marina Lunga, benché manchi del completamento del recupero magari con una passeggiata a mare ed una pista ciclabile che metta al sicuro i diportisti che volessero raggiungere il centro, non appare così idonea ad un espansione complessiva.

Naturalmente ai punti precedenti, verrebbe voglia di aggiungere che se non si è riusciti a garantire il buon fine di una semplice opera di protezione marina ad Acquacalda, come una scogliera semiaffiorante di 300 metri, nonostante la presenza di finanziamenti consistenti, è legittimo porsi la domanda sulle capacità di questa Amministrazione di gestire un’opera dalla dimensioni ben più significative.

A questo punto avrei voglia di “scompigliare” la discussione con un diverso contributo.

Recentemente abbiamo appreso del concluso processo di concordato preventivo relativo a Pumex (ed Italpomice) con addirittura la definizione del prezzo di cessione degli ex-impianti e la volontà espressa dall’Amministrazione di conversione della destinazione urbanistica dell’area di Porticello da industriale a turistica.
Come è noto a tutti, e soprattutto a chi come me rifugiava la barca nottetempo a Porticello quando il Maestrale o il Grecale ci obbligavano notti insonni ad Acquacalda, i fondali sono particolarmente bassi e l’area si presenta ben protetta (da cui il suo nome sicuramente evocativo…). Oltre a ciò, esiste già una discreta viabilità che potrebbe essere solo potenziata.
Si potrebbe consentire una concessione di una moderata urbanizzazione finalizzata al recupero della parte della cava più bassa in cambio di oneri di urbanizzazione da tradursi in infrastrutture di pubblico utilizzo (sportive, congressuali,…)e certamente non mancherebbero i volumi da recuperare.
Si decongestionerebbe il centro di Lipari dal traffico commerciale e si recupererebbe un’area diversamente destinata a divenire una realtà abbandonata, pericolosa e che senza una valorizzazione economica, difficilmente troverebbe le risorse per essere riqualificata.

Che ne pensate?

Un caro saluto da Milano.

da Eolienews.blogspot.com il 01/16/2011


Natale 2010

Il Presepe nella Chiesa delle Anime del Purgatorio a Marina Corta

Il Presepe a Marina Corta di Lipari

Associazione SS. Cosma e Damiano Marinacorta - Lipari (Me)

"Nell'ambito delle iniziative poste in essere dalla nostra Associazione, anche quest'anno, è stato allestito il "Presepe del Mare".

Non più nella "Grotta del bue marino" come lo scorso anno, bensì in una "Pinnata" di una casa eoliana, posta al centro di un ipotetico borgo marinaro in perfetto stile eoliano, verrà depositato il Bambinello che, in processione il 24 sera, sarà portato dalla Parrocchia di San Giuseppe alla Chiesetta delle Anime del Purgatorio a Marina Corta di Lipari, alla fine della Santa Messa.

La realizzazione di questo Presepe, oltre che continuare una tradizione antica della nostra gente, è finalizzata alla sensibilizzazione di residenti e visitatori sulle peculiarità del nostro territorio, di cui l'architettura è parte importante, e sull'importanza della sua conservazione a tutela della nostra identità culturale....."


n.d.r. Bellissima realizzazione, merita di essere visitata, valorizzata e sostenuta poichè opera disinteressata di estrosi e volonterosi artefici senza alcun aiuto nè sovvenzione pubblica. Complimenti!! .....ed a tutti Buon Natale e felice Anno Nuovo.

da Liparinews


Sicilia, niente più treni a lunga percorrenza, solo collegamenti locali; alla faccia dello sviluppo e degli investimenti nel Sud

37 consiglieri provinciali aderiscono a "Terronia"

Comunicato Provincia Regionale di Messina

I diversi gruppi consiliari della Provincia regionale di Messina, preso atto dei gravi disagi provocati dalle scelte della direzione generale delle Ferrovie dello Stato S.p.a., che con chiaro atteggiamento anti meridionale ha, nell’ultimo anno posto in essere provvedimenti economici e gestionali sempre, solo ed esclusivamente a danno del meridione, hanno deciso di aderire alla petizione popolare promossa dal Comitato d’iniziativa popolare.

Pertanto i consiglieri provinciali: Cerreti (MPA), Princiotta (PDL), Sidoti (UDC), Natoli (PRI), Gullo (PD), Tonino Calabrò (Democratici Autonomisti), Gugliotta (FLI), Previti (MPA), Danzino (MPA), Calì (Autonomisti), Gulotta (MPA), De Domenico (Forza Azzurri), Branca (GDL), Palermo (Italia dei Valori), Andaloro (PRC), Italiano (PD), Bartolotta (Autonomisti), Summa (UDC), Mazzeo (UDC), Passari (PD), Saya (Destra), Testagrossa (PRI), Giuseppe Calabrò (PRI), Parisi (PDL), Francilia (UDC), Vicari (UDC), Calà (Misto), Coppolino (PDL), Rao (PD), Rella (PD), Barbera (PRS), La Rosa (UDC), Miracula (PDL), Briuglia (PDL), Bonfiglio (UDC), Miano (PD) e Scimone (PDL), hanno sottoscritto la petizione popolare con cui si chiede al Ministro del Tesoro della Repubblica Italiana l’immediata revoca del mandato di amministratore delegato al sig. Mauro Moretti per le irresponsabili decisioni amministrative a danno del meridione e soprattutto della Regione Siciliana.

Quanto sopra è dovuto alla drastica diminuzione dei treni a lunga percorrenza, da e per la Sicilia, che rende di fatto palese la scelta di abbandonare la Regione da parte di Trenitalia e Rfi e di smantellare il servizio di traghettamento.

Questa scelta risponde a interessi precisi che puntano a concentrare sul Nord ed all’estero ogni ipotesi di sviluppo ed a marginalizzare il Mezzogiorno. Il visibile rappresentante di questi interessi e di questa logica è l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, il sig. Mauro Moretti, che persegue in modo radicale un progetto di eliminazione delle ferrovie dalla Sicilia”.

Il responsabile C.I.P. “Terronia” Roberto Cerreti

Riportato da Peppe Paino su Lipari.biz


Roma, Camera dei Deputati, con tre "chiaccherati" voti di vantaggio il governo Berlusconi ottiene la fiducia

Eolie News: Politica nazionale - 14 dicembre Flash

di Eoliereporter

Di questa convulsa e farsesca giornata parlamentare, un commento letto in giro mi è piaciuto ed integralmente lo riporto:

“Mi rinfranca il fatto che questa vicenda politica riassuma in maniera esemplare la povera condizione della nostra Italia, dove la titolare di un istituto che elargisce lauree a pagamento, enormemente arricchitasi e di conseguenza salita al potere, sia stata determinante per salvare un governo di affaristi e carrieristi dell'ultima ora. Non è una polemica questa, è la piena convinzione che in parlamento sieda un campione perfettamente rappresentativo della nostra società ed è quindi giusto che abbia vinto ancora lui, l'uomo a cui l'italiano medio vorrebbe somigliare in tutto e per tutto. Ricco, potente, giovanile, casanova e pure fortunato.Viva l'italia.”  ecomafia

Da Eoliefreelancereport.wordpress.com





Finalmente in vigore da oggi, 23 novembre 2010, il Piano Regolatore Generale del Comune di Lipari

Lipari, dopo oltre 30 anni il PRG diventa esecutivo

di Eoliereporter

Mappa del PRG dell'isola di Lipari

Lipari. Giornata storica per il Comune di Lipari, dopo lunghe vicissitudini il PRG è finalmente "approdato" nelle isole Eolie. La notizia è stata comunicata dal sindaco Mariano Bruno nel corso dell'odierna seduta del Consiglio Comunale; grande soddisfazione da parte del Primo Cittadino che ha visto concluso finalmente un lungo iter iniziato tanti anni fa durante la sua prima sindacatura.

Il PRG del Comune di Lipari è dunque diventato esecutivo a tutti gli effetti di legge anche se mancano ancora il voto del Comitato Regionale Urbanistico e la firma del Decreto Assessoriale, questo perchè sono scaduti i 270 gg dalla presentazione alle autorità competenti previsti dalla normativa vigente, rimangono però ancora da definire del tutto le aree per le quali sono state presentate delle Osservazioni.

La storia: I primi approcci 34 anni fa poi, dal 1987, quando venne conferito ufficialmente l'incarico ai progettisti capeggiati dal prof. Nicola Giuliano Leone, sono passati ben 19 anni per la consegna degli elaborati avvenuta nel 2006 e seguita dall'adozione, nel 2007, da parte dell'allora Commissario Regionale alla guida del Comune di Lipari, Giuseppe Traina.

Il nuovo strumento urbanistico disciplina le attività edificatorie nel territorio del Comune di Lipari che comprende anche le altre isole dell'arcipelago eoliano ad eccezione dell'isola di Salina, autonoma dal punto di vista amministrativo.

Va quindi in pensione il vecchio PDF, Piano di Fabbricazione, che per 34 anni è stato lo strumento urbanistico vigente in attesa della definizione del Piano Regolatore Generale.

Poche comunque le novità, tanto tempo è passato dall'impostazione di questo strumento che comunque fin dalle premesse non è stato adeguatamente supportato da un serio, condiviso e lungimirante Piano Generale di Sviluppo, essenziale per una corretta e realistica programmazione economica ed urbanistica, troppo spazio, inoltre, è stato lasciato alle scelte improvvisate e legate agli interessi personali e di parte a scapito del benessere collettivo.
Altri fatti e strumenti di pianificazione territoriale ed ambientale sono poi nel frattempo intervenuti, primo fra tutti il PTP, Piano Territoriale Paesistico, redatto ed approvato dalla Regione Sicilia a salvaguardia delle risorse naturalistiche, ambientali, paesaggistiche e vulcanologiche del territorio delle isole Eolie, di iniziativa regionale anche l'istituzione delle Riserve in tutte le isole Eolie, infine l'inserimento delle Eolie nella Heritage-List dell'Unesco come Patrimonio Mondiale dell'Umanità, tutte situazioni queste, alle quali il redigendo PRG si è dovuto necessariamente adeguare pedissequamente sia per priorità gerarchiche sia per mancanza di proprie valide e specifiche prerogative sostanziali.

Rimane tuttavia l'indubbio vantaggio, oltre l'aver ottemperato agli obblighi di legge, di avere a disposizione lo strumento urbanistico per eccellenza ai fini dell'amministrazione e controllo del territorio comunale e di poter contare su un valido punto di riferimento e di partenza per gli attuali e futuri approfondimenti, studi e piani di dettaglio nei singoli settori, quali la portualità, i trasporti, i servizi, le aree per attività produttive, lo sviluppo turistico.

Da Eoliefreelancereport.wordpress.com





Debutta la prima radio sul web delle isole Eolie

Lipari, da oggi in rete Radio Macondo

di Rosita Rijtano

Lipari, radio Macondo

Lipari. Oggi 12 novembre 2010, alle ore 17, andrà in onda la prima puntata di Radio Macondo: la web-radio delle isole Eolie.

Un sogno che, finalmente, vede la sua realizzazione grazie all’iniziativa ed all’impegno di giovani che hanno deciso di contrastare il degrado in cui versa il nostro arcipelago, con la forza di un’esplosione in grado di distruggere il silenzio: la parola libera.

Radio Macondo non vuole essere un progetto fine a se stesso, il suo obiettivo è quello di coinvolgere l’intera comunità eoliana. Non una semplice stazione trasmittente, quindi, ma una piazza aperta a tutti in cui discutere insieme con spirito critico; un terreno fertile in cui germoglia la fantasia; una candela di speranza e di consapevolezza che brilla nel buio della disinformazione, dell’abbandono e della rassegnazione.

Spegnete, allora, la televisione ed accendete la vostra immaginazione, sintonizzatevi con un clic su Radio Macondo.

Radio Macondo è anche su Facebook, accedi alla nostra pagina e suggeriscila agli amici.





...Ancora sulla discussa problematica della portualità dell'isola di Lipari: Dalla "Gazzetta del Sud"

Lipari, porticcioli poderosa linfa per l'economia

di Primo Romeo

Lipari, il porto di Sottomonastero

Lipari. In una fase asfittica per il lavoro e l'economia, che si avverte più pesante nelle realtà deboli come la nostra; e mentre la Sicilia ha fame di infrastrutture e rivolge inviti agli imprenditori per investire qui, si discute e si alimentano polemiche sull'utilità di un grande progetto, peraltro già ridimensionato nel rispetto del paesaggio, che a furia di essere riconsiderato discusso e rinviato rischia di rientrare in quel percorso, già criticato da Confindustria, di "lentezza infinita che svilisce qualsiasi intrapresa".

Sulla realizzazione eoliana interviene il prof. Luigi Bongiorno, docente ed esperto di nautica, che spiega i benefici per l'economia dell'arcipelago; anzi, il ritardo di un decennio con cui si sta rimediando a una penalizzante carenza.

« Molto prima del boom del turismo nautico Lipari era meta ambita per chi navigava nel Mediterraneo. I due porti di Marina Lunga e Marina e Corta riuscivano a dare sistemazione ai pochi diportisti in transito che, aiutati dai monelli di banchina, con cento lire di mancia, ricevevano simpaticamente assistenza all'ormeggio. Per decenni questa precaria situazione non è migliorata, tutto lasciato all'improvvisazione degli isolani con i vecchi moli inadeguati ad accogliere il crescente traffico commerciale e i nuovi flussi del turismo nautico ormai divenuto di massa. Tanto che nei mesi estivi la rada di Marina Lunga si riempie di barche all'ancora nel disordine totale fino a creare difficoltà all'intenso traffico commerciale del porto. Il vecchio porto di Pignataro era il più sicuro anche con tempo cattivo, ma la sua collocazione isolata dal contesto urbano lo rendevano scomodo. Nei suoi pochi pontili a disposizione riuscivano ad ormeggiare le unità per i giri turisti, i pescherecci, le unità di vigilanza a mare e poche altre barche stanziali e in transito.

E' nella storia dell'ultimo decennio che nasce l'idea di profittare per sfruttare al meglio il promettente potenziale economico del turismo nautico estivo, così sorgevano lungo tutta la rada di Lipari, e al contempo in altre isole, una serie di semplici pontili galleggianti, disposti a pennello, per accogliere i numerosissimi diportisti con gioia di ristoratori e commercianti. Il successo dell'idea era inizialmente assicurato grazie alle contenute tariffe praticate in regime di concorrenza. I pontili si affollavano, si riducevano gli ancoraggi in rada ed aumentavano i giusti profitti derivati dalla scoperta del nuovo business. Si scopriva che gestire un pontile era una vera manna. Poi le tariffe cominciarono a lievitare in un crescendo esagerato fino a essere paragonabili a quelle praticate nei veri porti turistici di classe A, internazionali, a cinque stelle, di quelli collocati in Costa Smeralda o in Costa Azzurra. I risultati nefasti di questa politica incontrollata producevano critiche aspre e lentamente è iniziato l'abbandono dei pontili con i conseguenti inevitabili gravi danni a tutte le altre attività economiche indotte, innescando inesorabilmente l'inizio della grave crisi del turismo eoliano i cui effetti si protraggono fino ai nostri giorni.

Le esperienze negative accumulate nel tempo dai maltrattati in transito, vittime di disservizi, tariffe e prezzi praticati dagli operatori scorretti, diventano lamentele motivate che arrivando nei blog specializzati, come per un passa parola, preavvisano e demotivano chi avesse l'intenzione di fare rotta verso gli approdi eoliani definiti non competitivi e da evitare. Così dirottando i diportisti verso altri splendidi lidi che garantiscono servizi di eccellenza e vacanze più economiche: Croazia, Grecia, Malta paesi mediterranei con cui ci dobbiamo confrontare perché sono nostri vicini e diretti concorrenti nel turismo nautico.

Questi hanno imparato ad accogliere i diportisti coccolandoli, perfino viziandoli per tenerseli cari. Come noi sono ricchi di coste e isole incantevoli, piene di fascino con la differenza che sono disseminati di approdi di ogni dimensione per la nautica stanziale e itinerante. Strutture moderne attrezzate per fornire assistenza, rimessaggi e svernamenti, a yachts e mega yachts che battono bandiere di tutto il mondo, compresa quella italiana e affollano le banchine tutto l'anno. Questi Paesi arrivati alla ribalta della nautica da pochi anni, hanno imparato subito ed ora si possono permettere di fare scuola anche a noi, rimasti ultimi pur avendo iniziato molto prima di loro. Per recuperare il tempo perduto dobbiamo renderci conto degli errori commessi in passato e con grande umiltà fare il "mea culpa" promettendo, d'ora in poi di evitarli, quindi rimboccandoci le maniche, dovremmo semplicemente imitarli, migliorando e adattando alle nostre esigenze quanto di buono hanno potuto realizzare».

Ma prima ancora di iniziare necessiterebbe mandare in questi luoghi, veri paradisi della nautica, una nutrita rappresentanza di isolani eoliani e siciliani, scegliendoli tra i più avversi alla realizzazione di simili opere. «Capirebbero che è conveniente pensare in maniera diversa, che il mondo è grande, non inizia e non finisce in Sicilia, tantomeno alle Eolie. Occorre pensare- dice Bongiorno - progettare e costruire in grande anche le infrastrutture turistiche da realizzare in Sicilia e in tutte le sue principali isole minori. Per essere grandi gli impianti portuali debbono essere stabili, distribuiti a intervalli di non oltre venti miglia, lungo le fasce costiere e costruiti per durare nel tempo a giustificazione dei notevoli investimenti che necessitano. E' da ingenui ritenere che i semplici pontili galleggianti adottati alle Eolie possano considerarsi strutture portuali. I pontili non potendo garantire ormeggi comodi e sicuri costituiscono un sistema precario di approdo stagionale, con caratteristiche di provvisorietà che ai primi avvisi di burrasca diventano giocattoli pericolosi. Ed è accaduto varie volte alle Eolie: "eventi straordinari" naturali, rimasti nella memoria di chi li ha vissuti perché hanno prodotto gravi danni a persone, strutture e imbarcazioni.

Per Lipari l'ultima opportunità che potrebbe presentarsi per consentirle con tutto il suo arcipelago di entrare a pieni titoli nel tour della nautica nazionale e internazionale è la realizzazione di un modernissimo e funzionale polo nautico, adeguato alle esigenze di oggi e proiettato nel futuro. La nuova struttura portuale nasce da un' idea ambiziosa e si sviluppa in un armonico progetto che ridisegna le marine già esistenti di Marina Corta, Sottomonastero, Marina Lunga e Pignataro, senza stravolgerle ma potenziandole, correlandole alle nuove funzioni tecniche a cui saranno destinati, nel rispetto della salvaguardia ambientale e paesaggistica dei siti. Con sicuro ritorno derivato dalla nuova realtà economica nascente. Razionalizzando in buona fede e distaccandosi da preconcetti è difficile essere in disaccordo con un tale ambizioso progetto. Presumibilmente, elencandoli i contrari possono essere così suddivisi: i conservatori tradizionalisti contrari per mentalità e pigrizia a ogni novità; i bastian contrari di partito; gestori di pontili mobili galleggianti. I primi, ad opera realizzata si dimenticheranno di averla avversata. I secondi, ad opera realizzata dichiareranno di averla voluta. I terzi dovranno essere chiamati a partecipare attivamente alla gestione del porto. Già ricchi di esperienza sul campo, contribuiranno a creare le migliori opportunità di ormeggi sia per il piccolo gozzo dell'appassionato locale, come per i megayacht, con tutte le strutture e i servizi del caso, necessari per la gestione estiva, lo svernamento ed il rimessaggio invernale di queste importanti unità con equipaggio fisso a seguito. Alla fine ci si domanderà, visti i vantaggi generali, perché mai non fosse stato fatto prima e intanto tutti dichiareranno di essere stati i principali promotori dell'opera.»

Riportato da Peppe Paino su Lipari.biz

n.d.r.
Concordiamo sull'analisi del prof. Bongiorno per quanto concerne l'aspetto nautico della questione aggiungiamo però che, a differenza della Croazia, Grecia e Malta (certamente altrettanto "splendidi lidi"), Lipari e le Eolie hanno valenze geologiche, paesaggistiche e naturalistiche proprie e differenti, non dimentichiamo che sono "Patrimonio Mondiale dell'Umanità per l'aspetto Vulcanologico" e proprio per questo attirano anche altre tipologie turistiche.
Indubbiamente, essendo isole, la vocazione nautica è intrinseca e di conseguenza anche la necessità di avere porti, approdi e strutture nautiche adeguate,... ma adeguate anche alle caratteristiche territoriali ed ambientali.
L'equilibrio di tutte queste componenti è il risultato da conseguire.
Le proposte oggi in discussione non sembrano avere questo intendimento, sia dal punto di vista progettuale che da quello gestionale; tuttavia più che un rigetto totale e sterili contrapposizioni polemiche è auspicabile un costruttivo e sollecito confronto che porti ad una corretta soluzione finale.


Eoliereporter





Alle Eolie inizia la "stagione dell'isolamento facile"

EOLIE ISOLATE PER IL MALTEMPO?

di Eoliereporter

Sembrerebbe proprio di no, ovvero il maltempo non sarebbe l’unica causa del blocco del naviglio di linea nel porto di Milazzo oggi 19 ottobre.

Di pioggia sulle Eolie in questi giorni ne è caduta e continua a caderne tanta, dopo mesi di siccità ci voleva e, tranne qualche piccola frana e dilavamenti di sabbia di pomice in alcuni ex torrenti, dovuti soprattutto all’incuria ed alla cronica mancanza di manutenzione del territorio, i danni tuttavia sono al momento di limitata entità.

Però la pioggia non influisce sul regolare funzionamento dei trasporti marittimi, il vento invece sì, ma di vento oggi non ce n’è stato poi così tanto, certamente di forza ed intensità inferiore, per fortuna, a quanto previsto dai bollettini meteo di queste ore e sicuramente non tale da giustificare il fermo totale nei porti di navi ed aliscafi per tutta la giornata con notevoli disagi per turisti e residenti delle isole.

Per la cronaca la giornata odierna è iniziata con vento da ovest-nord-ovest, intensità 20 nodi c.a, che ha comunque consentito alla nave-traghetto Antonello da Messina della Siremar di partire da Lipari alle 6,30 per Milazzo, dopo questa, tutte le altre corse di aliscafi e navi di tutte le società di Navigazione, Siremar – Ustica Lines – NGI sono state soppresse causa “avverse condizioni meteo” nonostante il vento calasse poi progressivamente di intensità e le operazioni di attracco nelle isole fossero assolutamente agevoli e sicure, almeno nei porti di Lipari e Vulcano, data la loro posizione completamente ridossata dai venti di ponente.

L’isolamento tuttavia è stato interrotto nel pomeriggio alle 16,50 con l’arrivo a Lipari della piccola motonave Eolian Star della Tarnav che ha consentito il rientro a Lipari da Milazzo di un centinaio di isolani e la partenza per la città mamertina di altrettanti turisti italiani e stranieri che dovevano raggiungere inderogabilmente in serata i vari aeroporti siciliani per il ritorno a casa.

Ancora una volta un vettore privato, senza sovvenzioni statali o regionali, con imbarcazioni di limitate dimensioni e stazza, in condizioni meteo definite “avverse”, è riuscito ad operare in sicurezza ed a costi concorrenziali laddove il più dotato naviglio di stato e/o privato/sovvenzionato ha mancato al suo compito di pubblico servizio.

Misteriose ed incomprensibili sono inoltre le ragioni di queste carenze nei trasporti pubblici marittimi, certamente non giustificabili dallo scarso numero di passeggeri in bassa stagione o situazioni particolari, dato che il servizio è in ogni caso retribuito.

Sono forse manchevolezze tecniche e/o manutentive dei mezzi, stress del personale di bordo, o piuttosto le ragioni vanno cercate nell’eccessivo carico di responsabilità da parte delle Autorità Marittime e degli armatori nei confronti dei comandanti e degli equipaggi in caso di difficili od incerte situazioni meteo?

Da Eoliefreelancereport.wordpress.com





Nozze a Lipari

Felice “Naif” Paino e Matilde “Anoeta” Zanchini, sposi

di Eoliereporter

Pioggia di riso sugli sposi

Dopo 15 anni di fidanzamento, l’artista-pittore eoliano Felice “Naif” Paino e Matilde “Anoeta” Zanchini si sono sposati nel pomeriggio di ieri, 16 ottobre, a Lipari.
La cerimonia nuziale si è svolta nella chiesa dell’Immacolata, al Castello.
Gli sposi hanno poi accolto in serata i numerosi invitati all’hotel Giardino sul Mare sulle cui terrazze è stato servito un coreografico aperitivo con lanci di Lanterne Volanti trasportate dal vento sul mare, sempre più in alto, fino a perdersi nella notte tra le stelle con uno stupendo effetto scenografico.
La serata è poi proseguita con un’interminabile cena movimentata da ottima musica dal vivo e sfrenate danze di gruppo.
Al termine, tante bellissime barche dipinte da Felice su piccole tele, un artistico omaggio ai presenti a ricordo dell’evento

Da Eoliereporter su Lipari News

Felicino e Anoeta



Infilzata sugli spuntoni metallici del cancello di Porta Ossuna

Uccisa cagnetta adottata da un intero quartiere

di Francesco Greco

Luna13 ottobre 2010 - Trapani – Un nuovo caso di intolleranza e accanimento contro i cani randagi, si è verificato oggi pomeriggio nel centro storico di Trapani.

Una bastardina è stata trovata morta, infilzata sugli spuntoni metallici del cancello di Porta Ossuna, a un’altezza di oltre due metri.

La macabra scoperta è stata fatta intorno alle 15, da alcuni abitanti del quartiere; gli stessi che avevano "adottato" la cagna, Luna, e le portavano da mangiare quotidianamente. Sul posto sono intervenuti un veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale e una squadra della polizia municipale, per la rimozione della carcassa.

Appena un mese fa, nella stessa zona, era avvenuto un altro macabro ritrovamento: la carcassa di un pitbul, sul bagnasciuga della spiaggia vicina al cancello di Porta Ossuna.

Da BlogSicilia

n.d.r. "Più conosco gli uomini e più amo gli animali". Una frase famosa e sempre di attualità; ma questi non sono uomini, sono "rifiuti" che non meritano di appartenere al genere umano ed ai quali auguriamo di sparire al più presto da questo mondo ed andarsene all'inferno, magari ...nello stesso modo.





Le considerazioni, gli interrogativi e le aspettative di una giovane eoliana

Eolie, il parco e il porto.. che confusione!

di Sara Basile

Sara Basile

Per quanto possa sforzarmi, leggendo i vari notiziari locali on line, impegnandomi in tanti scambi di opinione e discussioni varie, non riesco a comprendere bene le problematiche riguardanti il parco e il megaporto!
Dimitri incita a svegliarci per fare il bene del Paese, e credo che fondamentalmente abbia ragione. Ma chi dovrebbe svegliarci su questi due argomenti?
Questo movimento chiamasi "Voce Eoliana"? I cacciatori? Gli ambientalisti? Il presidente della Federalberghi? Il presidente della società "Lipari Porto spa" e chi più ne ha più ne metta!?
Un giorno rimasi sbigottita, mentre ero per strada, per una signora, presumo di appartenenza al movimento citato poco fa, che andava alla ricerca di firme tra le persone che incontrava per strada  cercando di convincere quest'ultimi a firmare contro il parco; e la gente senza sapere, perché appunto disinformata o forse addirittura estranea a questi fatti, firmava lasciandosi magari persuadere dalle parole della signora, non avendo sentito altre "campane" in merito.
Rimasi sbigottita, non tanto per questi incontri "Take Away", ma ovviamente di come la signora-firmataria abbia "liquidato" l'avvenimento siglando appunto senza sapere di cosa si stava parlando!
Allora mi rendo conto di come davvero la politica gioca sull'ignoranza delle persone. Immagino quanto siano quelle altre persone confuse riguardo al porto e al megaporto, convinti su quest'ultimo che l'opera si sia estinta solo a Marina Corta.
Insomma, cosa occorre fare per sentire l'eventuali altre "campane"?
Cosa devo rispondere, quando mi capita, ai miei coetanei che mi domandano sul parco e il megaporto?
E' davvero penoso e drammatico il carattere ormai spento del popolo eoIiano che da il consenso ad una politica del "laissez-faire", perché credo che se siamo arrivati fin qui ognuno di noi avrà le sue responsabilità.
Io vorrei proporre al nostro sindaco la possibilità di organizzare un'assemblea pubblica volta ad invitare TUTTI gli eoliani (non i soliti ignoti) e coloro che sono addetti ai lavori del parco e del porto e, ovviamente, tutto l'elettorato passivo, sia maggioranza che minoranza, per spiegarci e fare luce su questi due argomenti che rappresentano il fulcro dell'attuale politica eoliana.
Mi rendo conto che l'evento si presenterà poco fattibile e mal riuscito se non ci sarà almeno un manifesto, un annuncio o un volantinaggio per far si che la cittadinanza possa prenderne atto; infatti se così non fosse, risulterebbe solo ed esclusivamente una delle tante riunioni di turno con la partecipazione dei soliti "guerrieri" dell'isola!
Credo fortemente nella realizzazione di una tale manifestazione, ma credo, purtroppo, anche nella negligenza di un'irriconoscibile popolo eoliano che sino ad oggi a tutto pensa tranne che al suo Paese.
Vi lascio con una celebre frase di Wolfgang Goethe: "Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L'audacia reca in se genialità, magia e forza. Comincia ora".

Da Il Notiziario delle Isole Eolie online





Dalla Sicilia in Afghanistan, missione senza ritorno

9 ottobre 2010 - Il grido di dolore che attraversa tutta la nazione, sconvolta dall’ennesimo episodio di sangue in Afghanistan, si diffonde dalla piccola cittadina di Francofonte in Sicilia, terra d’origine di Sebastiano Ville.
27 anni, primo caporal maggiore degli Alpini in servizio alla caserma di Belluno, Ville è uno dei quattro militari uccisi questa mattina intorno alle 7,15 ora italiana, in seguito ad un agguato verificatosi nella valle del Gulistan, ad est di Farah.
Un ordigno sarebbe esploso al passaggio di un convoglio scortato dai militari del contingente italiano che scortava un camion di civili.
Lì c'è la guerra..




Lì c'è la guerra. Lo sappiamo ma non lo diciamo

Ho un amico in Afghanistan

di Walter Giannò

Soldati italiani in Afghanistan

9 ottobre 2010 -  Ho un amico in Afghanistan. Lì fa il soldato. Parliamo, quando ci becchiamo su internet, del più e del meno. Dei ricordi dei tempi passati, di come vanno le cose oggi e di come vorremmo che andassero domani.

Naturalmente parliamo anche di altro. Di come va in quel terreno di guerra. E sì, perché i nostri soldati in Afghanistan rischiano quotidianamente la pelle. Lo so. Ma so altrettanto che non posso scrivere altro, perché è mio amico, perché rispetto le sue confidenze.

Potete immaginare che ogni qual volta da lì giungono terribili notizie come quella di oggi, il mio cuore sobbalza, finché non lo trovo nuovamente online.

Ed io sono “solo” un amico. Non oso immaginare la sofferenza di chi è madre, padre, moglie, figlio di un soldato italiano in Afghanistan. Non oso immaginare l’attesa di ricevere notizie, di sapere che tra quei morti, gli ennesimi, non c’è il proprio caro.

Al contempo, non oso immaginare il dolore di quei familiari che saranno avvertiti perché il loro marito, figlio, padre, non c’è più.

E la domanda è sempre la stessa: ne vale la pena?

Da blogsicilia




E' il primo comune siciliano che approva il Registro

A Milazzo anche i gay nel Registro Unioni Civili

di Giulia Noera

6 ottobre 2010 - Il Comune di Milazzo apre alle unioni di fatto, anche omosessuali. La giunta del sindaco Carmelo Pino ha approvato il Registro delle Unioni Civili il cui regolamento dovrà essere votato dal consiglio comunale.
L’assessore alla Famiglia e diritti di cittadinanza, Massimo D’Amore, ha spiegato che le persone legate da vincoli non legali come matrimonio, parentela, affinità, adozione o tutela, ma esclusivamente da “vincoli affettivi” o da “motivi di reciproca assistenza morale e/o materiale“, potranno chiedere l’iscrizione così come accade già in molti altri Comuni italiani.
”Un atto politico dovuto, contro le discriminazioni e l’omofobia”, ha affermato l’assessore D’Amore.
Un grande passo avanti di coscienza civile, da parte di un piccolo comune siciliano che si fa promotore di uno dei capisaldi di moltissimi paesi civili europei ai quali manca all’appello l’Italia.

Da blogsicilia




SPARPAGLIONI CE L'HA FATTA!

La gioia di Sparpaglioni

Lipari - 5 ore, 11 minuti e uno spicciolo di secondi: è il tempo impiegato da Daniele Sparpaglioni, 50 anni di Godiasco, in provincia di Pavia a compiere la sua “impresa eoliana”, ovvero la traversata Salina- Lipari-Vulcano. Complice una giornata a dir poco splendida, con un mare, descritto proprio da Daniele come “liscio come l’olio”, la nuotata che lo ha visto protagonista gli ha regalato delle splendide emozioni.
Partito da Punta Brigantino a Salina, ha percorso il tratto di mare aperto fino allo “scoglio dell’Immeruta” a Lipari, poi sottocosta ha fatto tutta la parte ovest dell’isola raggiungendo “Punta Crapazza” da dove, nuovamente in mare aperto, ha raggiunto la baia delle Sabbie nere a Vulcano.
Muta nera, che lasciava scoperto solo un tratto del viso, adesso abbronzatissimo, così come la parte finale delle caviglie e i piedi, Daniele ha nuotato nelle acque libere delle Eolie, ritmicamente, senza mai incontrare difficoltà. Solo qualche preoccupazione, normalissima, alla partenza, perché, come ci racconta: ”l’inizio è sempre un’incognita, non sai a cosa vai incontro”. Sincero anche quando ci parla di un pò di nausea durante la traversata, forse dopo aver bevuto un pò troppo (il rifornimento di integratori ogni 40 minuti). Ma ha sempre l’aria divertita. Descrive l’emozione più bella, quando è arrivato con lunghe bracciate in un posto che ha definito “incantato”, ovvero alla “Grotta degli Angeli”. “Mi sembrava un sorta di paradiso …tutt’intorno calma, silenzio e un mare meraviglioso”. Gli ultimi 3 chilometri, come ci racconta, invece, l’amico Franco Bolzoni, li ha percorsi addirittura con uno sprint incredibile, a 4,5 chilometri all’ora. “Avevamo paura - racconta divertito - che non si fermasse sulla spiaggia nera e proseguisse con la scalata al vulcano…”.
Daniele è contento, ringrazia gli amici di sempre per averlo ancora una volta sostenuto e seguito in questa nuova avventura e pensa già al prossimo impegno, la maratona di New York, la sua settima partecipazione. Ma guardando il reportage fotografico della sua traversata alle Eolie, realizzato con grande maestria dall’amico Mauro Giaconia, ci sussurra:” sto pensando a qualcosa di veramente singolare proprio qui alle Eolie. Ho cinquant’anni, sento che il momento è quello giusto per compiere un’impresa, qualcosa di davvero straordinario…”.
Le Eolie sono qui, come sempre meravigliose , selvagge e incantevoli, pronte ad accoglierlo.

Tiziana Medda

Data notizia: 04/10/2010, a cura di Tiziana Medda su Lipari.biz




Gazzetta del Sud - Peppe Paino

SPIAGGE DOPO IL SISMA, IN ATTESA DEGLI INTERVENTI

Lipari, la spiaggia di Vallemuria

Lipari. Un mese e mezzo dopo la scossa di terremoto di poco più del quarto grado della scala Richter che ha fatto tremare dalla paura isolani e turisti, i divieti imposti da ben sette ordinanze a firma del sindaco Mariano Bruno rimangono sulla carta. Né si sa qualcosa sull'inizio dei cosiddetti "interventi di bonifica e/o protezione attiva finalizzati alla mitigazione del rischio" richiamati nei provvedimenti, cioè i tanto necessari interventi di messa in sicurezza per i quali il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha assicurato che i soldi ci sono.
Ma c'è di più: la Guardia costiera finora, durante i suoi sopralluoghi nelle spiagge interessate di Lipari e Vulcano, ha contato soltanto la collocazione di un paio di cartelli monitori: si trovano solo a "Praia Vinci", nel tratto di costa più colpito dal sisma e alquanto immortalato lo scorso 16 agosto da foto-telecamere. Ma quei cartelli, che recano l'avvertimento del pericolo per i bagnanti, sono stati girati al contrario, verso la montagna per non spaventare quei turisti che ancora effettuano le escursioni via mare. Per il resto, alla spiaggia dei Gabbiani, nel tratto di costa Pietra Liscia, Arena, La Cava, a nord dello stabilimento balneare White Beach, ed ancora a Valle Muria, Gelso-spiaggia dell'Asino e spiaggia di Cannitello (queste ultime a Vulcano) è come se non fosse accaduto nulla. In effetti il terremoto non ha fatto altro che mettere definitivamente a nudo quelli che sono i problemi, risaputi, di queste zone: le frane.
Ma il fatto che i crolli non abbiano provocato, per miracolo, morti e feriti ha probabilmente fatto abbassare la guardia esattamente nella stessa misura del passato quando tali fenomeni venivano puntualmente denunciati e sistematicamente lasciati cadere nell'indifferenza.

Ora, come ha già ha avuto modo di evidenziare il prof. Franco Ortolani, direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del territorio dell'Università di Napoli, «INGV e Protezione Civile nazionale e regionale, con la obbligatoria collaborazione di altre strutture di ricerca e di chiunque abbia buone idee, devono supportare i governi per andare verso la certificazione di sicurezza ambientale, particolarmente necessaria per le aree turistiche che garantiscono una consistente parte dell'economia regionale e nazionale».

Certamente un turista preferirà venire alle Eolie sapendo che vi è un valido ed efficace sistema di controllo ambientale in grado di tenerlo correttamente informato e di garantirgli l'incolumità. Ma perché ciò sia possibile occorrono seri piani di difesa del territorio e dei cittadini, da predisporre con relativa celerità. Una situazione che fa il paio con i disagi nei trasporti nelle isole Eolie e ciò anche a seguito del fatto che una zona del porto di Sottomonastero, a Lipari, è stata interdetta ai traghetti perchè pericolosa; a Santa Marina Salina è stato invece vietato lo sbarco ai mezzi pesanti (camion e autobus) perchè le strade sono a rischio frane. Le ordinanze sono state emesse dalla Capitaneria e dal sindaco di S. Marina, Lo Schiavo.

Data notizia: 01/10/2010, Peppe Paino su Lipari.biz




Parla Ambra di Miceli, passeggera dell'airbus A319 della WindJet

PALERMO - INCIDENTE AIRBUS A319 DELLA WINDJET, OMISSIONE DI SOCCORSO E TOTALE INCAPACITA' AEROPORTUALE, IL VIBRANTE RACCONTO DI UNA PASSEGGERA:


“Hanno giocato con la vita della gente"
di Walter Giannò

Aereo Windjet, atterrraggio di emergenza a Palermo

27 settembre 2010 -  Ieri è stato riaperto l’aeroporto di Palermo e Alitalia, come si legge in una nota, ha ripreso a operare tutti i propri voli da e per il capoluogo siciliano.
“Alitalia”, prosegue la nota, “non prevede pertanto di spostare ulteriori voli dall’aeroporto di Palermo a quello di Trapani. Il personale di Alitalia che ha operato oggi presso l’aeroporto di Trapani per fornire assistenza straordinaria ai passeggeri sta rientrando nelle sedi di Roma e di Palermo”.

A bordo di quell’aereo, l’airbus A319 della WindJet, finito fuori pista venerdì scorso, c’era anche Ambra Di Miceli che a BlogSicilia ha raccontato la sua esperienza:

Non scrivo per raccontare del panico che si è scatenato all’interno dell’aeromobile al momento dell’impatto anomalo… il buio, le urla, i pianti, il grande spavento, il forte odore di bruciato. Poi la corsa agli scivoli, il fumo, la pioggia, il fango… il terrore dei passeggeri doloranti e spaventati che si allontanavano disordinatamente e senza una guida verso le lontane luci dell’aerostazione.

Indipendentemente dalle cause dell’incidente, che saranno accertate dai competenti organi, vorrei segnalare l’assoluta carenza dei soccorsi, il ritardo negli interventi, l’assenza di un piano d’emergenza, la mancanza di assistenza e di coordinamento, il gioco dello scarico di responsabilità.

È stata sfiorata la tragedia per circa 130 persone, 130 miracolati… potevamo finire in mare, abbatterci contro gli scogli, l’aereo avrebbe potuto prendere fuoco se il prato del fuoripista non fosse stato bagnato… è andata bene e fortunamente non ci sono state vittime, ma se per caso qualcuno avesse perso i sensi al momento dell’impatto o avesse avuto bisogno di soccorsi immediati o di essere rianimato, la tragedia si sarebbe invece quasi certamente consumata.

Dopo un atterraggio di emergenza, un volo dallo scivolo, 130 persone (inclusi anziani e madri con bambini) sono stati lasciati soli a 2 km dall’aerostazione al buio, sotto la pioggia, sporchi di fango, con un aereo fumante a pochi metri, completamente privi di assistenza e soccorsi.

Ci siamo recati a piedi all’aerostazione. Solo una trentina di metri prima dell’aerostazione una navetta ci ha caricato, l’autista ha chiuso le porte e detto che dovevamo attendere perché non sapeva dove portarci. La gente scossa e provata, in taluni casi ferita, imprecava. Siamo scesi e giunti a piedi a destinazione.

Nessuno ci aspettava. Solo dopo 50 minuti sono arrivati i primi uomini del 118 dietro la segnalazione di un finanziere, il solo che si sia occupato di darci conto.

Gli uomini della GH, società che è mi è parso di capire gestisca i servizi a terra dell’aeroporto per la gesap, completamente immobili dietro ad un bancone, dicevano che non sapevano cosa fare e chi contattare. Nessuno si è occupato di radunare passeggeri o di fare un appello nominativo, di dirci dove andare e cosa fare.

È stata un esperienza terribile. Sono felice di essere viva.

Sino ad oggi nessuno mi ha contattata per conoscere le mie condizioni. La compagnia mi ha chiamata solo per comunicarmi che prima di lunedì l’aereo non sarà dissequestrato e non potremo avere indietro i nostri effetti personali rimasti sull’aereo.

Ci sarebbe molto altro da aggiungere. Adesso sento solo parlare delle cause dell’incidente, del wind shear, del pilota… ma non è possibile che in una città come Palermo, in un aeroporto notoriamente a rischio non esista un piano di emergenza ed i soccorsi siano praticamente inesistenti.

Questo non può e non deve passare in secondo piano, perché non si può giocare con la vita della gente e sperare che non succeda nulla.

In questi due giorni ho sentito affermare di tutto, incluso che l’aeroporto di Palermo ha fatto grossi progressi ed i suoi servizi sono molto migliorati. Ma a chi si occupa, o dovrebbe occuparsi, dietro lauti compensi, della nostra sicurezza bisognerebbe spiegare che non basta appendere un paio di cartelli pubblicitari e fare un restyling degli arredi per renderlo un buon aeroporto.

Io sono disgustata e sconfortata, perché avvertito un indescrivibile senso di precarietà ed impotenza. Poteva andare molto peggio.

Se qualcuno non si occupa di mantenere alto il livello di attenzione su queste gravissime disfunzioni temo che non saranno mai accertate le responsabilità di quanto avvenuto, che a mio avviso configurano a pieno gli estremi dell’omissione di soccorso, ed in futuro, continuerà a non esistere un piano di emergenza e quanto avvenuto verrà dimenticato.

Non so se sono stata in grado di descrivere la misura della gravità della situazione, roba da terzo mondo…. e faccio una gran fatica a raccontare queste cose trattandosi di Palermo, la città dove sono nata, cresciuta e che amo“.

Da BlogSicilia




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Eolie news, Arte Eolie: Aurora Varvaro, Mostra personale a Palermo

In Arte, cultura e società, notizie, attualità on 25 settembre 2010 at 23:10

Aurora Varvaro, Manifesto mostra Isole

L’ARTISTA EOLIANA AURORA VARVARO ALLA GALLERIA “ELLE ARTE” DI PALERMO

Venerdì 24 settembre inaugurazione della Mostra personale "Isole" di Aurora Varvaro, così la pittrice si racconta:

“Non è certo facile narrare l’isola.
Un’isola, si può provare a raccontarla in mille modi.
Per una che poi da tanti anni ha deciso di viverci, è un tentativo ancora più difficile. Il mare che ti circonda ti da il senso del limite. Ti condiziona.
Se poi ti muovi sull’isola, ogni particolare diventa parte di te: l’ossidiana, la pomice, le ginestre in primavera, i secoli di storia stratificati, sempre presenti.
Uomini vissuti 3000 anni fa che rivivono attraverso le loro opere.
La sensazione fantastica di trovarsi sulla cima di un cratere che affiora da duemila metri sotto il mare.

Tra cento anni sarà sempre isola: è presuntuoso voler lasciare una traccia….”    Aurora Varvaro

Eolie Reporter su Eoliefreelancereport.wordpress.com

 


La mostra a Palermo, in via Ricasoli
Le isole di Aurora Varvaro

di Claudio Alessandri

Aurora Varvaro, Stromboli 2

19 settembre 2010 -  La produzione dell’artista Aurora Varvaro è varia, come vario è il suo orizzonte fantastico, immaginato, visto interiormente nell’infinito azzurro del mare che circonda la sua isola, dove abita ed opera provenendo dalle migliaia di chilometri che separano Udine, sua città natale, dalle isole Eolie, elette a dimora già da molti anni.

Quando il pensiero cerca di penetrare il mondo segreto, fantastico e solitario di un’isola, ha un attimo di esitazione, quasi fosse chiamato ad una scelta vitale, abbandonare un mondo divenuto estraneo ad ogni pulsione creativa, chiassoso, volgare, omologato al vivere di milioni di esseri simili, nel pensiero, nei non ideali, smarrita nella non conoscenza, e raggiungere il risultato di una idea che si concretizza su di un piccolo lembo di terra, silenzioso, dove i pochi abitanti vivono ancora al ritmo dei primi coloni, giunti per vie misteriose in quel luogo, più di tremila anni fa.

L’unico suono evidente è quello del vento, lo stesso che Eolo donò ad Ulisse e che l’impazienza degli uomini mutò in tempesta, adesso il vento fa schiumare il mare che si frange sulle rocce di basalto facendole luccicare al sole.

Aurora Varvaro è un’artista, è fuggita dal caos generalizzato e, giunta su quell’isola, ha sentito le parole gentili sussurrate dalla brezza marina, ha sentito il brontolio della caldara che bolle, ha goduto del nero brillare dell’ossidiana, il candore nevoso della pomice; tutto questo ed altro ancora ha concorso a rendere Aurora “vinta da quell’incantamento”, non poteva essere diversamente e da quel minuscolo “regno” Aurora ha colto la bellezza selvaggia, addolcita dalla poesia del colore.

Aurora Varvaro proietta il suo messaggio artistico, irradiandolo verso quel mondo che ha abbandonato, nel tentativo di ricondurlo alla ragione, far comprendere che oltre all’interesse per il profitto, esiste qualcosa molto più preziosa ed edificante, la bellezza, sotto qualsiasi forma essa si manifesti, essa cancella tutto ciò che non è armonico, nelle idee e conseguentemente negli atti tesi a rigenerare ciò che un concetto errato del vivere, ha corrotto e reso profondamente sgradevole.

Aurora non conosce barriera all’esprimere la sua arte che si manifesta nei dipinti, nelle installazioni, nelle ceramiche che riconducono agli artisti che giunti dal favoloso Egeo, trovarono nell’arte figulina un legame profondo e indivisibile dalla lontana patria. Visi muliebri che esprimono allegrezza, speranza, velata tristezza per una realtà smarrita, ritrovata in un insieme di isole che vivono di propria energia emergendo da abissi marini spaventosi.

Tutte le realizzazioni di questa sensibilissima artista vivono di splendide cromie, il colore è vita e lo è ancor più in contrasto con il nero funereo delle rocce basaltiche, frutto pietrificato della vita che pulsa all’interno dei vulcani. Quelle isole, vette affioranti di vulcani sommersi, simboleggiano il perpetuo e come contr’altare, l’effimero, l’arte come emanazione di una volontà umana scaturita a significare orgoglio e volontà di imitare il bello della natura, quella stessa natura che può ribellarsi alla vanità degli uomini e, effimera come le nubi d’agosto, dissolversi in pochi istanti di struggente nostalgia di un mondo perfetto, ormai perduto.

La mostra di Aurora Varvaro, impaginata da Laura Romano, dal titolo “ISOLE” verrà inaugurata il 24 settembre alle ore 18.00 presso la Galleria Elle Arte di Via Ricasoli, 45 Palermo e si protrarrà fino al 9 ottobre 2010. Orari: 16.30 – 19.30. Domenica chiuso.

Da BlogSicilia




Lipari: "Il Sindaco dei Conigli"
di Pietro Lo Cascio

Mentre gli aliscafi restano a secco e i nostri trasporti marittimi pubblici affondano nell’indifferenza, il sindaco di Lipari prende carta e penna per scrivere ai colleghi isolani e al senatore Maraventano di Lampedusa un accorato appello in difesa della caccia al coniglio. Per i primi, è sufficiente una riunione informale in un albergo dove incassare quattro rassicurazioni generiche sulla continuità dei servizi, praticamente un nulla di fatto e si vedrà nelle prossime settimane, per i secondi addirittura un “fronte comune” tra le isole minori siciliane penalizzate dalle recenti disposizioni regionali in materia venatoria. Sarebbe interessante approfondire poi il criterio selettivo che lo spinge a scrivere al senatore Maraventano e non al senatore Randazzo, originario di Salina sebbene eletto in Australia; forse la diversa appartenenza politica non lo rende degno – buon per lui – di simili comunicazioni, ma la questione sembra secondaria.

Non voglio entrare in merito a quanto affermato a proposito dell’interpretazione della legge 157/92, per la quale le opinioni del sindaco Bruno e quelle dell’Assessorato regionale risultano evidentemente discordanti. Occupandomi per professione di tematiche ambientali e di fauna, invece, resto allibito di fronte alla profusione di inesattezze contenute nella lettera, che la rendono quantomeno imbarazzante. Ciò che maggiormente colpisce, a mio avviso, sono le inossidabili certezze alla base di immaginifiche affermazioni con le quali il sindaco illustra le conseguenze ecologiche e socio-economiche prodotte dal divieto della caccia al coniglio. “Il coniglio selvatico anche in presenza di una notevole pressione venatoria, prolifera in modo abnorme … e costituisce una fonte di sicuro danno alle colture”. È certamente noto come la produttività potenziale del coniglio sia alta, ma l’incremento effettivo delle colonie viene in realtà limitato da una elevata mortalità dei piccoli durante i due primi mesi di vita (mediamente superiore al 60%: si vedano Angelici e Spagnesi in “Fauna d’Italia XLIV. Mammalia”, Ed. Calderini, 2009). In ogni caso, il sindaco sembra ignorare la frequenza dei cosiddetti “lanci”, ovvero immissioni di conigli da allevamenti, che sono stati effettuati in maniera ufficiale (ma anche non ufficiale) fino a poco tempo fa nel territorio eoliano; non sembra un po’ contraddittorio “lanciare” nuovi conigli in un territorio così gravemente infestato da questi pericolosi roditori? Tali immissioni, inoltre, sono all’origine della grande diffusione di malattie infettive e di virosi, come la mixomatosi, il cui virus patogeno (Molitor myxosoma) ha causato in qualche caso una mortalità di oltre il 90% delle popolazioni colpite (per esempio in Australia: si vedano Fenner e Ross in “The European Rabbit. The history and biology of a successful colonizer”, Oxford University Press, 1994).
Ma andiamo alla seconda: “l’uomo costituisce l’unico predatore naturale della specie”. Sorvoliamo sul concetto di “predatore naturale”, certamente poetico ma poco consono a definire come tale un uomo armato di doppietta, o che si agevola con l’uso di trappole e furetto (entrambe sono pratiche diffuse, sebbene vietate dalla legge); il sindaco ignora invece che i principali predatori del coniglio – oltre a cani e gatti domestici o inselvatichiti – sono rappresentati dai rapaci notturni e diurni (soprattutto la poiana), e come numerosi casi di predazione siano documentati anche per il corvo imperiale e il gabbiano reale (si vedano Angelici e Spagnesi, op. cit.), tutte specie ampiamente presenti nelle isole minori; i conigli giovani in tana sono inoltre predati dal ratto.
Con “naturale” leggerezza, si sostengono concetti che contravvengono le basilari informazioni sulla biologia e sull’ecologia di una delle specie più studiate e approfonditamente conosciute dagli zoologi di mezzo mondo.
Le affermazioni più preoccupanti riguardano infine “la chiusura della selvaggina migratoria”, che secondo il sindaco “impedisce poi il consueto afflusso di appassionati, che nell’arco di quattro mesi frequentano le isole minori e contribuiscono a destagionalizzare il turismo”. Se è questa la destagionalizzazione del turismo che il sindaco vuole, faremmo bene a chiederci se si tratta della stessa persona che – almeno nelle sedi ufficiali – si dichiara a favore dell’istituzione di un parco nazionale alle Eolie.
Ma ha una vaga idea, il sindaco di Lipari, della portata che assumeva quel fenomeno definito “consueto afflusso di appassionati” in un’isola come Vulcano, tra settembre e novembre, in assenza di qualsiasi controllo?
Nessuno vuole criminalizzare la pratica della caccia, ma ricordate i numerosi articoli che la stampa on-line dedicava all’airone in sosta a Pignataro, l’anno scorso di questi tempi? Ricordate il laconico trafiletto poi dedicato all’abbattimento dell’animale da parte di un anonimo cecchino a Monte Rosa? L’animale soccorso dai vigili del fuoco e mandato al centro di recupero? Anche questo, purtroppo, può verificarsi a danno dei migratori (anche quelli non cacciabili) quando un territorio è sottoposto a un controllo poco incisivo dell’attività venatoria.
Personalmente, sono convinto che la caccia al coniglio, di per sé, non costituisca un grave danno all’ambiente, tanto che la stessa viene consentita dai regolamenti anche nelle zone di pre-riserva in alcune aree protette. Ma è fuori dubbio che il binomio caccia (in senso lato) e isole minori risulti oggi insostenibile, alla luce del loro riconoscimento quali Important Bird Areas a livello europeo, e delle motivazioni alla base della designazione di gran parte del loro territorio quale Sito di Importanza Comunitaria e Zona a Protezione Speciale nell’ambito della Rete Natura 2000. Questo resta un fatto indiscutibile, sebbene il sindaco, nella sua vibrante lettera, preferisca evidentemente trascurarlo.

Sulle intime motivazioni di quest’ultima, posso soltanto immaginare che si tratti di una trovata pre-elettorale per riguadagnare qualche consenso perduto. Un po’ come la lettera inviata ai dipendenti Pumex prima del voto amministrativo del 2007, dove si prometteva la continuità dell’escavazione della pomice, sapendo perfettamente che ciò non sarebbe stato mai possibile. Queste lettere sembrano essere la specialità del sindaco Bruno, persona indubbiamente dotata di capacità e di intelligenza, ma che in questo modo rivela – anche in maniera epistolare – le debolezze di un amministratore avviato sulla strada di un inesorabile e triste tramonto.
Questo riguardo al politico; all’uomo, se desidera dissertare di lagomorfi, suggerisco di dedicarsi a letture più approfondite, augurandogli di avere molto tempo in futuro per farlo.

Pietro Lo Cascio

Data notizia: 23/09/2010 a cura di Peppe Paino su Lipari.biz

 


Regione Sicilia: è nato il "Lombardo quater" tra le contestazioni


Il governo quater di Raffaele Lombardo in Sicilia è composto da Gian Maria Sparma, dal professor Andrea Piraino, Letizia Diliberti, Sebastiano Messineo, Elio D'Antrasi, Giosuè Marino, ex prefetto di Palermo e commissario nazionale antiracket, e dagli uscenti e riconfermati Marco Venturi, Massimo Russo, Pier Carmelo Russo, Caterina Chinnici, Gaetano Armao e Mario Centorrino.Lombardo ha annunciato i nomi dopo una seduta molto sofferta, divisa in due parti. Grande tensione e urla nell'aula dell'Ars, a Palermo: all'ennesimo battibecco scatenato dai deputati, il presidente dell'Assemblea siciliana, Francesco Cascio, è stato costretto a interrompere la seduta, poi ripresa quando è tornata la calma. "Siete disdicevoli, non riuscirete a fermarmi col chiasso e la violenza", ha gridato Lombardo, digrignando i denti e applaudendo. Il precedenza il governatore aveva indirizzato un "Bravi,bravi... ma bravi" ai deputati che lo contestavano. Il presidente della Regione, rivolgendosi in particolare al deputato del Pdl Santi Formica che lo attaccava in modo molto acceso, ha detto: "Lei non ha i titoli né politici né morali per dire certe cose". I primi dieci minuti di intervento di Lombardo sono andati avanti tra provocazioni da parte dei deputati del Pdl e lo stesso presidente. "Stiamo vivendo un momento importante per la Sicilia - aveva esordito nella sua relazione -. Ho avuto una sola bussola, quella dell'autonomia speciale e dell'interesse esclusivo e costante della Sicilia". Dai banchi parlamentari si sono alzati mugugni quando Lombardo ha criticato il bipolarismo, definendolo fallimentare e attaccando i "ribaltonisti". Il governatore ha rivolto lo sguardo verso i gruppi del Pdl e dell'Udc, ricordando la loro opposizione alla riforma della sanità, da cui partì la rottura col partito di Berlusconi. Lombardo ha sorriso e applaudito i parlamentari che lo hanno contestato. Alla ripresa della relazione, ha aggiunto che "la prima riforma sarà quella che riguarda noi stessi, la Regione, per molti versi inefficiente e per altri parassitaria. Dobbiamo fare dimagrire la nostra Regione, è giunto il momento di decentrare". Come destinatari del decentramento, Lombardo ha indicato i comuni. Poi ha confermato che saranno abolite le Province, non appena volgeranno a termine i mandati.

Salvatore Sarpi su Eolienews.blogspot.com il 9/21/2010 08:09:00 PM

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